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I Templari
i famosi monaci
guerrieri che non chiedevano mai quanti fossero i nemici, ma
dove fossero
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Prima di
cominciare a scrivere questo breve articolo sui Templari mi sono
informato in giro per sapere qual è il grado di conoscenza di
questo Ordine Medioevale, facendo domande ad amici e conoscenti:
mi sono accorto che la maggior parte non sanno cosa sono, o meglio
siano stati, esattamente. Alla domanda “Sai chi sono i Templari?”
ho ricevuto le risposte più varie: “Sono i cavalieri del Re”, mi
ha detto un mio caro amico; “Erano quelli che costruivano i
Templi”, mi ha detto un altro mio amico. Risposte vaghe e
pressoché sbagliate. Vista la mia passione per questi antichi
Ordini ecco qui l’idea di scrivere un articolo sulla loro storia,
sulla loro organizzazione, sulle loro gesta, al fine di farli
conoscere un po’ di più, visto che hanno avuto un peso
determinante nella storia medioevale con ripercussioni anche
successive.
Comunque, al fin
di evitare delle incomprensioni posso dare una prima definizione
alla parola “Templari”: erano un Ordine Cavalleresco Monastico che
segnò la storia Medioevale, influenzando moltissimo la cultura, il
pensiero, la religiosità del tempo e lasciando delle tracce
indelebili... eppure i libri di scuola rimangono molto vaghi
sull'argomento "Templari".
Erano monaci guerrieri, proprio come gli Shaolin Monks, quelli
orientali, quelli che vanno tanto di moda ora… ebbene si, anche in
Europa ci fu un tempo questa figura che tanto affascina. Ce
l’avevamo qui, ora l’andiamo a cercare chissà dove.
Devo inoltre
dire un’altra cosa importantissima: l’ideale Templare. E’ vero, i
Templari nacquero con lo scopo di proteggere i pellegrini in
TerraSanta (ma non solo!), ma il loro ideale era dei più
tolleranti, non volevano cacciare i musulmani da Gerusalemme e
dagli altri territori sacri ad entrambe le religioni, ma volevano
una convivenza pacifica tra le due culture ed in generale tra
tutte le culture del Mediterraneo; era l’ideale Giano Bifronte
(Due volti una stessa testa, come dire due religioni uno stesso
Luogo Santo) che poi fu erroneamente considerata idolatria nelle
accuse rivolte contro di loro nel famoso processo dei primi anni
del ‘300, e si trasformò (presumibilmente, non c’è una linea di
pensiero certa in questo) secoli più tardi in Baphomet, o
Bafometto, che è una vera e propria invenzione, una favoletta per
macchiare ulteriormente la memoria Templare. Niente è più falso, i
Templari erano assolutamente dediti al Cristianesimo ed alla
Chiesa a cui rimasero fedeli fino alla fine, anche quando li tradì
sotto le pressioni di un Re avido ed ingiusto.
Ma andiamo con
ordine… |
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LO
SPIRITO TEMPLARE |
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Le origini dei
Templari si possono capire solo se si va a guardare la storia
della prima Crociata guidata dal famosissimo Goffredo di Buglione
a cui parteciparono in tanti non certo mossi da interessi
economici! (come i maliziosi pensano e come molti storici
accusano). A dimostrazione di questo si può guardare la condotta
di Goffredo di Buglione dopo la conquista: sarebbe
potuto diventare Re di Gerusalemme, (era lui a capo della
Crociata, non sarebbe stato strano) ma
rifiutò la carica, volendo essere soltanto “Difensore del Santo
Sepolcro” e lasciando il governo della regione a Baldovino… mai
visto ideali più puri.
Comunque, una volta riconquistata Gerusalemme, la maggiorparte dei
Crociati tornò in Europa, alle loro case e alle loro famiglie,
lasciando così Gerusalemme quasi senza protezione. Proprio in
questo momento entrano in gioco i Templari. Hugues de Payns (NON
Ugo da Pagani di vicino Salerno, come qualcuno erroneamente dice),
insieme ad altri otto cavalieri
partono dalla Francia per andare in TerraSanta con lo scopo di
difendere i pellegrini dagli attacchi delle bande dei musulmani…
venivano chiamati inizialmente i
“Poveri Cavalieri
di Cristo” ed erano un Ordine contemporaneamente monastico e
guerriero. Questa fu un’idea veramente rivoluzionaria per quel
tempo!
Scavalcò la tradizionale divisione sociale formata da:
Bellatores (coloro che combattevano), Oratores (coloro che
pregavano), e Laboratores (coloro che lavoravano).
I
monaci cosiddetti tradizionali pronunciavano tre voti, ossia
obbedienza, povertà e castità: i Templari, oltre a questi tre
voti, ne pronunciavano anche un quarto, cioè lo "stare in armi",
quindi il combattimento armato. Erano, come ho già detto, dei veri
e propri monaci guerrieri.
Questi nove Cavalieri si presentarono nell’anno Domini 1118 al Re
di Gerusalemme Baldovino II mettendosi a disposizione per la
protezione dei pellegrini ed il pattugliamento delle strade a
Gerusalemme e dintorni. Qui sorgerebbero delle critiche e cioè:
Gerusalemme era stata da poco conquistata e l’esercito di Goffredo
era per la maggiorparte ripartito per l’Europa, inoltre i
musulmani era decisi a riprendersi la loro seconda città Santa
(dopo la Mecca ovviamente!), considerando l’impresa dei Crociati
come un vero e proprio “colpo di fortuna”, erano cioè nel posto
giusto nel momento giusto… ma allora, il neonati Templari come
avrebbero potuto difendere i pellegrini in nove? Un numero così
esiguo non poteva eventualmente far fronte ad un assalto da parte
di una banda di predoni di cinquanta persone! Ebbene, io rispondo
che il loro era un ideale, un’idea, offrivano i loro servizi per
uno scopo senza pretendere troppo… mi vengono in mente due frasi
famose e cioè: “Roma non fu costruita in un giorno” e “E’ sempre
così che comincia tutto, dal molto piccolo”… ma queste sono mie
personali opinioni.
Dopo averli ascoltati, Baldovino II concesse loro come quartier
generale un'ala del monastero fortificato di Nostra Signora di
Sion, accanto a quello che era stato il Tempio di Salomone per cui
il loro nome fu cambiato in "Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo
e del Tempio di Gerusalemme", e furono più semplicemente
riconosciuti come "Templari".
Siccome non
c’erano precedenti (era la prima volta che facevano la comparsa
dei monaci-guerrieri) era necessario quindi trovare una posizione
chiara e precisa, ricercando anche una Regola che si adattasse
perfettamente alla situazione. Non è un caso se da questo momento
entra nelle vicende Templari, uno dei personaggi più carismatici
ed autorevoli del tempo: Bernardo di Chiaravalle, diventato poi
Santo.
Fu proprio nel
Concilio di Troyes che
presentato il
'De laude novae militiae'
(elogio della nuova milizia),vero e proprio proclama di
esaltazione dell'Ordine Templare, che ebbe non poca importanza per
il successivo sviluppo dell’Ordine. Ne cito una parte:
A Troyes poi i
Templari adottarono un motto:
"Non nobis
Domine, non nobis, sed nomini Tuo da gloriam",
ossia
"Non a noi, Signore, non a noi, ma al Tuo nome
sia gloria".
Anche qui c’è poco da aggiungere, è facile immaginare come un
simile motto possa accendere gli animi di tutta Europa, un’Europa
medioevale con alti Valori morali e molto devota alla religione
Cristiana.
La Regola
Templare era formata da 72 articoli ed era durissima. Veniva
vietato qualsiasi contatto con le donne (non si poteva baciare
neanche la madre, ma bisognava salutarla compostamente chinando il
capo), non si poteva andare a caccia, erano banditi il gioco dei
dadi e delle carte, aboliti mimi, giocolieri e tutto ciò che è
divertimento, non si poteva ridere scompostamente, parlare troppo
o urlare senza motivo, i capelli andavano corti o rasi, in inverno
la sveglia era alle 4 del mattino, in estate alle 2 per pregare,
bisognava dormire “in armi” per essere sempre pronto alla
battaglia. C’erano regole anche sul modo di mangiare e sul modo di
vestirsi. Bisognava veramente avere una sincera vocazione per
sottomettersi a tali ferree regole!
Un punto
fondamentale della Regola è: "Perché cristiano, mai la spada di un
Cavaliere del Tempio venga brandita contro un altro cristiano se
non per ragioni di difesa del Luogo Santo"… i Templari quindi non
avrebbero mai potuto uccidere o combattere un altro Cristiano, se
non per la difesa del Luogo Santo, in quanto era considerato di
tutti e tutti avevano il diritto di visitarlo per motivi di
preghiera, quindi era lecito difenderlo da chiunque avesse cattive
intenzioni, fosse musulmano o meno. Da qui si può dedurre che i
Templari non combattevano i Musulmani perché non erano Cristiani
(la famosa lotta all’infedele, una delle critiche più usate verso
i Templari), ma per motivi di difesa! Questo è importante
sottolinearlo.
Dopo questa
approvazione ecclesiastica ufficiale, la fama dell'Ordine del
Tempio crebbe rapidamente ed in modo vertiginoso, con essa
crescendo anche la potenza e la ricchezza dell'Ordine stesso, che
ricevette elargizioni e donazioni spontanee praticamente da ogni
strato sociale.
Importantissima (anzi vitale) fu la bolla "Omne datum optimum" del
1139, di papa Innocenzo II che concesse all'Ordine la totale
indipendenza, compreso l'esonero dal pagamento di tasse e gabelle,
oltre alla direttiva secondo la quale l'Ordine non doveva rendere
conto a nessuno del suo operato, tranne che direttamente al Papa.
Diventò un organismo a parte con una posizione molto privilegiata.
Aggiungerei anche scomoda per molti regnati.. il fatto di avere
una potenza come quella Templari all’interno dei proprio domini
non è proprio un bene per l’autorità! Ma all’inizio una simile
idea neanche sfiorava le menti dei Sovrani, tutti erano dediti e
riconoscenti ai Templari, anzi, era un onore avere nei propri
possedimenti una maggione Templare! Solo più tardi, con il
graduale decadimento della spiritualità e il costante aumento
dell’importanza del denaro e del potere, qualcuno iniziò a provare
un sentimento di invidia verso i Templari, fino ad arrivare
all’atto di Filippo il bello, di cui però parlerò più tardi…
Hugues tornò a
Gerusalemme con un gran numero di reclute, che divennero perfetti
cavalieri templari combattenti, grazie alla vita comunitaria che
conducevano, alle preghiere ed agli allenamenti durissimi… saldi
nel corpo e nello spirito.
Tra i crociati si erano sempre distinti per la loro
incredibile determinazione in battaglia, avevano disciplina
disumana e una spietata fermezza di fronte all’avversario. Le loro
cariche erano famose e non lasciavano quasi mai speranza agli
avversari… provate voi ad immaginare di essere caricati da 300
cavalieri ben addestrati, ben protetti dalle loro armature e scudi
e soprattutto con una determinazione difficile da ritrovare in
altre situazioni… avete per caso idea di come trema il terreno
sotto 300 cavalieri pesanti? Avete idea del polverone che si alza
dietro di loro? Avete idea del rumore assordante che producono?
Uno spettacolo a cui (penso) nessuno vorrebbe assistere da
“bersaglio”! Il solo impatto psicologico di ciò bastava a mandare
in rotta e a creare una gran confusione tra le truppe che
ricevevano la carica. Non a caso venivano chiamati dai musulmani i
“diavoli rossi”, mentre i Gerosolimitani erano chiamati i “diavoli
neri”.
Famosissima è la frase che recita: “i coraggiosi monaci cavalieri
che non chiedevano mai quanti fossero i nemici, ma dove fossero.”.
Ma non furono
protagonisti solo in TerraSanta: quando le orde mongoliche
minacciarono l’Europa i Templari contribuirono non poco alla sua
difesa, che trovò provvisoria soluzione con la battaglia di
Liegnitz nel 1241. Nella penisola iberica stettero parimenti in
prima linea, i sovrani di Spagna e Portogallo difficilmente
avrebbero conseguito le loro vittorie senza i Templari, non invano
affidarono loro le proprie fortezze più munite e li ricoprivano di
munifici donativi.
Anche la flotta
Templare era tra le migliori, nessuno si sarebbe mai azzardato ad
attaccare una nave battente bandiera Templare e i Saraceni se ne
tenevano ben alla larga. Famosi erano i Templari nordici, che
portarono con loro nella vita monastica le loro preziose
conoscenze in campo di nautica e battaglie navali.
C’è però un
problema: uccidere in nome di Dio è un concetto sottoposto a
critiche di ogni genere, va chiarito questo fatto.
San Bernardo di
Chiaravalle, riprendendo il concetto della "guerra giusta"
espresso da Sant'Agostino, considerò il voto templare dell'uso
delle armi contro chi attaccava i pellegrini diretti al Santo
Sepolcro per pregare (non andavano mica a conquistare o a rubare,
agivano per pura vocazione religiosa e spirituale) non una
intenzione di "omicidio", ma una vera e propria azione contro il
Male, ossia un "malicidio" (vedi sopra
'De laude
novae militiae'),
anche perché, come ho già detto, i Templari difendevano il Luogo
Santo, che doveva essere a disposizione di tutti, quindi chiunque
avesse preteso di tenerlo soltanto per se sarebbe stato
considerato “male” e andava per cui debellato… quindi i Templari
non uccidevano senza motivo o perché gli arabi “erano infedeli”,
questo dev’essere chiaro.
Per noi uomini
di oggi è difficile accettare violenza giustificata da motivazioni
religiose, ferisce la “sensibilità” di molti, ma bisogna entrare
nella mentalità dell’epoca (anche se è molto, ma molto difficile)
e non pensare subito “è sbagliato”. Allora il Cavaliere
dell’Ordine era il Guerriero di Dio per antonomasia, ed il suo
compito era servire Dio combattendo l’eresia e le ingiustizie. In
TerraSanta i musulmani stavano commettendo crimini che vanno fuori
di ogni cognizione: le popolazioni europee erano fin troppo
stanche dei soprusi che dovevano subire in TerraSanta, da
centinaia di anni!
Fin dall’800,
infatti, i pellegrini che si recavano al Santo Sepolcro venivano
uccisi, derubati, le donne violentate, nel migliore dei casi
veniva imposta loro una forte tassa. La setta degli “Assassini”
nacque proprio in questo periodo ed aveva come scopo l’uccisione
sistematica dei pellegrini Cristiani! Questo atteggiamento
intollerante da parte dei musulmani portò ad una reazione violenta
degli Europei, anche se ci vollero circa 300 anni di ingiustizie
per fare veramente “arrabbiare” i popoli europei.
Bernardo di
Chiaravalle con
'De laude
novae militiae' espresse bene questa mentalità. Prego il
lettore di non accusare quindi l’operato dei Templari e dei
Crociati in generale a priori, ma di immedesimarsi un attimo in
quella che era la situazione nel XI secolo: veder sterminata la
propria famiglia o i propri amici che si erano recati in
pellegrinaggio in TerraSanta non doveva essere affatto cosa
piacevole, come non lo sarebbe adesso. Pensateci un po’ su e
cercate di liberare la mente da tutti gli odierni
condizionamenti… capisco che il concetto è un po’ difficile, ma
diventa tutto più semplice se si pensa che la nostra mentalità è
diversa da quella di un uomo medioevale (ma non l’intelligenza o
la cultura: gli uomini medioevali erano intelligenti come noi ed è
solo la presunzione dell’uomo moderno a volervo più acculturato).
Oggi abbiamo un utile strumento di politica estera, la diplomazia,
ma fino al 1940 la guerra era uno strumento “normale” per le
relazioni internazionali, quindi non bisogna tornare troppo
indietro nel tempo per trovare la guerra come concetto “normale”.
Inoltre, vorrei aggiungere che secondo il mio modestissimo parere
la diplomazia non sarebbe servita a molto nel XI° secolo: i
predoni avrebbero smesso di derubare, uccidere o violentare i
pellegrini? I Sultani avrebbero speso una sola moneta o
sacrificato un solo soldato per sedare le scorrerie contro i
popoli europei? No, secondo me, no.
Ma torniamo ai
Templari… le ricchezze ottenute dai Templari furono impensabili e
loro stessi furono bravi a gestirle: non lasciavano il denaro in
eccesso a marcire in buie stanze, ma lo investivano in maniera
redditizia, soprattutto facendo servizio di tesoreria per nobili e
re e prestando il denaro, certo, da Cristiani non potevano
chiedere interessi, ma sapevano come non subire danni con tariffe
di prestito. Sfido chiunque ad azzardare la critica “non dovevano
chiedere interessi di alcun genere”, perché in tal caso
l’accusatore dovrebbe andare su un bel dizionario a cercare la
parola “inflazione” e rendersi conto della perdita di valore reale
che ha la moneta con il passare del tempo.
Erano famosi anche perché “compravano sempre e non vendevano mai”.
Gli affari che
svolgevano erano soprattutto di quattro categorie:
1-deposito
tributi e somme di denaro di un principe votatosi alla Crociata
2-Trasferimento
in TerraSanta di dette somme
3-riscossione
delle decime Pontificie per le Crociate
4-prestiti a
principi o nobili, che motivassero tale bisogno di denaro con pii
motivi.
Una piccola
curiosità che voglio dirvi: a loro è dovuta anche l’invenzione
dell’assegno! O meglio, del Travel Cheque, che è comunque un
assegno. Per esempio i pellegrini che si volevano recare in
TerraSanta, ma avevano paura di essere rapinati, potevano lasciare
denari in una qualsiasi maggione templare e ricevere una quietanza
di riscossione; all’arrivo in TerraSanta portavano la quietanza
nella maggione e tornavano in possesso della somma di denaro
lasciata prima della loro partenza.
Questo aspetto
finanziario dell’Ordine però non vi deve portare ad una visione
negativa dell’Ordine! Non erano strozzini senza scrupoli o
financial manager in cerca del massimo profitto! Le loro tariffe
di prestito erano la metà degli interessi richiesti dalle banche
fiorentine… anche perché, scusate, se come qualcuno dice che i
Templari erano avidi di denaro e strozzini allora come mai in
moltissimi affidavano i loro averi all’Ordine e molti chiedevano
prestiti proprio a loro? L’elemosina era una delle attività più
importanti dell’Ordine ed era sempre molto munifica. Non mancarono
mai di sfamare gli affamati con mense per i poveri e adibirono
ospedali per i malati e gli invalidi, nonché centri di accoglienza
per i pellegrini in TerraSanta. Come si può vedere investirono
molto bene i loro averi, anzi, non c’era modo di investirli
meglio!
Quella che per
alcuni ara considerata l’avarizia dei Templari, era al contrario
parsimonia. L’oculata amministrazione dei beni templari era nemica
di ogni spreco, per cui favoriva l’arricchimento dell’Ordine.
Bisogna poi
ricordare che ad essere ricco era l’Ordine nel suo complesso, i
singoli monaci erano dediti alla povertà. Nonostante avessero più
oro di qualsiasi monarca europeo dormivano in stanze sempre molto
spartane, vestivano e mangiavano come indicava la Regola, non
tradirono mai il loro voto di povertà iniziale.
Da notare che il più famoso sigillo templare era un
cavallo cavalcato da due cavalieri, che sta ad indicare 2 cose:
1-la povertà
iniziale dei cavalieri che erano costretti ad andare in due su un
solo cavallo
2-il dualismo
universale delle cose, a cui si rifà il loro ideale, cioè (torno a
dirlo, vista l’importanza) la convivenza pacifica in TerraSanta
della cultura Cristiana e di quella Islamica. Questo dualismo si
può notare anche nel loro stendardo, il Baussant, per metà nero e
per metà bianco, di cui parlerò tra breve. Faccio anche notare che
una simile concezione è molto simile al Tao orientale, simbolo
usato oggi universalmente per indicare il dualismo delle cose,
simbolo che c’era anche qui in Europa e che indicava lo stesso
concetto, ma per qualche strano motivo e stato dimenticato, e
viene snobbato.
I Templari
quindi godevano di un’altissima stima da parte delle popolazioni
Medioevali, li vedevano come la Cavalleria di Cristo, i Templari
erano l’incarnazione del vero spirito Cavalleresco, che Bernardo
di Chiaravalle contribuì ad esaltare con i suoi scritti… un’altra
frase famosa di Bernardo di Chiaravalle è: “quale gioia per
Gerusalemme acquistare dei difensori fedeli!”
Simili lodi non
possono essere state fatte a caso! I Templari erano un esempio.
Un aspetto da
notare è la gerarchia, l’assoluto rispetto per i superiori,
esistevano i
Marescialli, Precettori, i Balivi, i Priori, i Gran Priori. Era
una organizzazione perfetta, visto che ognuno per la gestione
interna era totalmente indipendente dall'altro, e ognuno doveva
rendere conto al suo superiore diretto, fino ad arrivare al Gran
Maestro che era
il "primus inter
pares", cioè il primo tra i pari e la cosa dice molto su come la
pensassero rispetto alla gerarchia.
Quando moriva un Gran Maestro, il Maresciallo convocava i
Dignitari, tra i quali veniva nominato un Gran Commandatario, il
quale formava un consiglio di 12 Templari che dovevano procedere
alla elezione del nuovo Gran Maestro. Erano 12, in quanto 12 erano
gli Apostoli di Gesù.
C’era poi un Gran Siniscalco
che si occupava dell’amministrazione dell’Ordine, delle ancelle
Templari, per la pulizia ed il rammendo delle vesti e dei Fratelli
Serventi che si occupavano dei cavalli e dell’armamento. Sergenti
venivano chiamati i novelli dell’Ordine e non era concesso loro di
portare il mantello candido, ma ne avevano una nero o marrone,
soltanto con il rito ufficiale avrebbero poi potuto indossare al
divisa templare. |
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BREVE
STORIA TEMPLARE |
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Vorrei chiarire
una cosa: a me non piace molto riportare date su date, luoghi,
nomi, come nei migliori libri di storia, la mia intenzione con
questo breve articolo è quella di far conoscere i Templari come
erano nella loro mentalità, nei loro obiettivi e nella loro
purezza di spirito, quali sentimenti, emozioni, sicurezze e
speranze donavano alle popolazioni medioevali, cosa molto
difficile da fare se ci si trova di fronte soltanto a date e nomi.
Questo però è un aspetto che non trascurerò, ma ne parlerò
brevemente proprio ora:
la prima vera
battaglia Templare fu con il secondo Gran Maestro, Roberto di
Craon, nel 1138 a Tecua, vicino Ghaza, dove i Templari ebbero una
gravosa sconfitta, dovuta al fatto che i comandanti Crociati non
vollero ritirarsi dopo aver conquistato la città (opzione
consigliata da Roberto di Craon, visto che la città non era
sufficientemente fortificata) dando il tempo ai musulmani di
riorganizzarsi e di reagire compiendo un vero e proprio massacro.
La situazione in
TerraSanta comunque non era delle migliori, un incredibile
condottiero islamico dominava la scena: Zengi, un uomo che riuscì
a riunire gli sceiccati mettendo assieme un formidabile esercito
pronto a tutto pur di riconquistare le terre una volta loro. Zengi
iniziò fra i musulmani la predicazione della "jihad" o guerra
santa, incitandoli alla riconquista dell'intero Oriente. Alla
testa del suo esercito, nel 1128 si impadronì di Aleppo e il
Principato di Antiochia, fino a conquistare nel 1144 Edessa e
tutta la sua Contea.
La caduta di
Edessa provocò un grande scalpore in Europa Baldovino III chiese
al Papa Eugenio III di bandire un'altra crociata, cosa che avviene
il primo dicembre 1145 con le relative bolle pontificie.
San Bernardo di
Chiaravalle girò l’Europa infiammando le
folle e i Re (tra cui Corrado III di Germania, che inizialmente
non voleva partire). Le truppe Crociate quindi partirono. Dopo
molte peripezie (non è questa la sede per dilungarmi) si
ritrovarono a Gerusalemme Luigi VII, Corrado III, Il Gran Maestro
Templare, quello degli Ospitalieri e quello dei Teutonici, che
insieme presero la decisione di attaccare e conquistare Damasco.
Gli eserciti Crociati vennero schiacciati da Nur-Ed-Din
(successore di Zengi) e dal suo esercito che non risparmiarono
nessuno: sia il terreno che le strategie di battaglia furono a
favore dell’esercito musulmano.
Importantissimo fu l’avvenimento del 1150, quando Baldovino III
dopo aver fatto fortificare la città di Gaza la donò ai Templari,
perché la difendessero e perché facessero sentinella al sud della
Palestina.
Ci fu una vera e propria “Crociata di pietra” a questo punto: per
contrastare la riscossa islamica i Templari (come anche gli
Ospitalieri e i Teutonici più tardi) allestirono una poderosa
catena di castelli, in posizioni strategiche. Le fortificazioni
riproducevano la struttura delle Chiese Templari. Queste ultime
(rigorosamente ispirate alla Cupola) traducevano a loro volta in
pietra la Croce Patente, emblema dell’Ordine. Le Chiese infatti
irradiavano quattro bracci dall’altare del Sacrificio, schema
probabilmente anche ripreso dai Cistercensi, ed avevano tutte
delle cifre simboliche rituali, come ad esempio l’orientazione
dell’edificio (cioè la sua disposizione, secondo costanti
astronomiche), la disseminazione di richiami sia scultorei che
iconografici alla luce solare ed alla sua lotta contro le Tenebre,
la Croce patente ecc… (vedi anche il paragrafo “Misteri
Templari”).
Alla stessa
stregua erano le fortezze Templari, normalmente a pianta quadrata
con quattro possenti torrioni a guardia degli angoli della
fortezza… anche loro erano piene di richiami simbolici e cifre
iniziatiche, nulla era lasciato al caso, anche il più piccolo
particolare aveva un suo significato intrinseco e probabilmente
“esoterico”.
25.000 uomini di
Saladino, presso Ascalona e, ancora, a batterlo presso Montgisard,
costringendolo alla fuga, quasi da solo, a dorso di un cammello.
Una straordinaria vittoria se si pensa alla difficoltà del terreno
e all’inferiorità numerica dei Crociati.
Nel 1178, Baldovino fece costruire una fortezza, chiamata "Guado
di Giacobbe", che fu affidata ai Templari.
Tutto sembrava
calmo, ma nel febbraio del 1179 Saladino attaccò ed invase la
Galilea, senza però tener conto della resistenza della fortezza
templare del "Guado di Giacobbe", che non cadde, ed impedì a
Saladino di raggiungere Gerusalemme. Ma non era finita qui: il 10
giugno 1179, presso Mesaphat, l'esercito cristiano di Raimondo III
ed i Templari si scontrarono con l'esercito musulmano. Fu un
massacro, tanto che Saladino poi conquistò il Guado di Giacobbe,
giustiziando tutti i templari di stanza nella fortezza, e
prendendo prigioniero il Gran Maestro, Odo di Saint-Amand, che
però non volle che fosse pagato nulla per il suo riscatto, e finì
i suoi giorni morendo di fame e di stenti nel carcere di Damasco.
Tra il 1182 ed
il 1186 (anno della morte di Baldovino IV) si susseguirono altri
successi Templari, ma si trattava però di vittorie di Pirro: ogni
battaglia ne assottigliava le file, insieme a quelle degli altri
Crociati e Ordini Cavallereschi…
Infatti nel 1187
ci fu una storica sconfitta dei Crociati, di cui non posso non
parlare. Saladino raduna ed organizza il più grande esercito che
si sia mai visto: fra cavalieri, arcieri e fanti, oltre 30.000
uomini erano agli ordini del condottiero musulmano (le stime più
alte arrivano a 60.000 uomini), da opporre agli eserciti Crociati,
per riconquistare Gerusalemme.
La vera battaglia si svolse ai corni di Hattin il 4 Luglio 1187.
L'esercito Crociato dopo vari giorni di dura marcia e senza acqua
(l'unica risorsa d'acqua era presidiata dai musulmani) si
scontrano con l'esercito di Saladino. Non starò qui a descrivere
la battaglia, però Saladino riuscì ad accerchiare l'esercito
Cristiano che fra l'altro non aveva un'unica guida, ma ogni
reggimento aveva un suo capo. Gli Ospitalieri erano guidati da
Ruggero de Molinis, i Templari da Ridefort e le altre truppe
Cristiane da Rinaldo di Chatillon e da altri Baroni; così diviso
l'esercito Cristiano perse molto in efficacia e se ci si
aggiungono la stanchezza e la sete si capisce bene perchè i
Cristiani furono duramente battuti.
Vorrei
sottolineare una frase detta da Saladino a conclusione di questa
battaglia quando doveva decidere di cosa fare dei prigionieri
Templari e Ospitalieri: ”Voglio purgare la Terra da questi
guerrieri immondi che non rinunciano mai alla loro ostilità, non
rinnegano mai la loro fede e non saranno mai utili come schiavi”…
Saladino sembrava dimenticare la sua proverbiale magnanimità di
fronte ai monaci-guerrieri che infatti fece uccidere o marcire in
buie celle… e pensare che in seguito i Templari furono accusati
dal Re di Francia di rinnegare il Cristo nell’iniziazione
all’Ordine: già il solo odio da parte di Saladino nei confronti
dei Templari fa cadere qualsiasi accusa di eresia, ma ne parlerò
più tardi.
Questa sconfitta portò a non poche ripercussioni per i Regni
Cristiani in TerraSanta. Fra l’altro si racconta anche che in
questa battaglia fu persa per sempre la Vera Croce, che cadde in
mani musulmane.
Eliminato il grosso dell'esercito Cristiano Saladino aveva ormai
la strada aperta verso Gerusalemme.
Una dopo l'altra, cadono in mano araba Tiberiade, Acri, Nablus,
Giaffa, Sidone ed Ascalona. Rimaneva Gerusalemme. Dopo alcune
settimane di assedio, il 2 ottobre 1187 la Città Santa cade nelle
mani di Saladino.
La crociata che ne seguì, guidata dal famoso Riccardo Cuor di
Leone e da Federico Barbarossa (che morì annegato prima di
arrivare in TerraSanta) si risolse soltanto con un patto con i
musulmani che lasciarono una striscia di terra sul mare ai
Cristiani da Tiro a Giaffa, come porto per lo scalo dei
pellegrini. La città Santa era però in mani musulmane e Saladino
fece abbattere tutte le croci ed in generale i segni Cristiani
nella città, sostituendoli con mezzelune e simboli sacri
all’islamismo. Saladino però si mostrò magnanimo con la
popolazione di Gerusalemme che non venne massacrata, ma venne
risparmiata, anche se dietro il forte pagamento di un riscatto.
La scomparsa dei protagonisti degli ultimi anni di guerra
(Saladino nel Marzo del 1193, il nuovo Gran Maestro del Tempio
Roberto di Sablé, poco dopo Corrado di Monferrato, pugnalato da
due “assassini” il 28 aprile 1192) anziché spianare subito la via
ad intese pacifiche produsse l’inconsueta contrapposizione tra i
diversi Ordini religioso cavallereschi e precisamente tra
Ospitalieri e Templari, accusati dai primi d’essersi impadroniti
dell’eredità di un loro cavaliere nel territorio di Margate.
Dopo la caduta di Gerusalemme e di tutto il regno, il 6 aprile
1291 Acri fu assediata da oltre 50.000 uomini. La guarnigione
templare tenne duro: il 18 maggio tutta Acri era in mano
musulmana, tranne la fortezza dove si erano arroccati gli ultimi
150 Templari. Tennero testa a tutti gli attacchi per dieci giorni,
fino a quando i musulmani non riuscirono a forzare le difese,
sfruttando anche il loro numero elevato. Morirono tutti quanti,
compreso il loro Gran Maestro Guillaume de Beaujeu (si dice
combattendo fianco a fianco con il Gran Maestro degli Ospitalieri),
tranne una decina che riuscirono a scappare… per finire di lì a
poco in mano ai carnefici francesi (questo fatto lo spiegherò
meglio nella sezione “Il Processo Infame”). La caduta di San
Giovanni d’Acri era stata preceduta da quella della Rocca Bianca,
a Safila, baluardo dei Templare, e del Krak des Chevaliers,
pilastro degli Ospitalieri, anche se in quest’ultimo caso la
fortuna giocò a favore dei musulmani, infatti fu a causa di un
terremoto che una parte delle mura crollò, permettendo agli
islamici di penetrare all’interno della fortezza, altrimenti
considerata inespugnabile!
Nel 1303 anche l’isoletta senz’acqua di Ruad, dopo 13 anni di
resistenza, venne evacuata. Tutta Outremer era tornata sotto il
dominio islamico, anche se ciò non significava la conversione di
tutta la popolazione all’Islam.
L'avventura cristiana in Terrasanta era definitivamente terminata.
Gli eserciti europei non metteranno più piede in TerraSanta fino
ai nostri giorni, anzi, fino al XVIII secolo l’Europa stessa fu
minacciata da attacchi musulmani (cito ad esempio Solimano). In
due secoli i Templari avevano lasciato sul terreno dei Regni
Cristiani d’oriente oltre 12.000 cavalieri, 12.000 guerrieri
dediti alla Croce, alla difesa dei pellegrini e al loro ideale di
tolleranza…
Il
Tempio si ritirò a Cipro dove vennero eletti due Gran Maestri:
Thibaud Gaudin nel 1291 e nel 1294 Jacques de Molay, l’ultimo Gran
Maestro. |
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L’ARTE
DELLA GUERRA DEI TEMPLARI |
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E’ doveroso scrivere almeno poche righe sul metodo
di combattimento di questi incredibili guerrieri. Posso dire
subito che la stragrande maggioranza dei Templari combatteva a
cavallo, mentre i sergenti e i novizi erano soliti combattere a
piedi. Naturalmente in combattimento il loro asso nella manica era
la devastante carica… non molto facilmente si può immaginare la
devastazione e il panico che può creare una carica di cavalleria
pesante in mezzo alle fila di fanteria! Io ho provato molto
spesso ad immaginarlo, ed è veramente pauroso! Immaginate
guerrieri coperti di metallo su pesanti destrieri che si lanciano
ad incredibile velocità sulla vostra unità di fanteria con
spianate le loro letali lance… E’ molto difficile riuscire a
reggere un simile impatto fisico e sopratutto psicologico!
L’unità base della cavalleria Templare era la lancia, o concroi,
formata da 20 o 30 Cavalieri e comandate da un Commendatario.
Erano formate da una fila di Cavalieri pesantemente corazzati
nella fila anteriore, appena dietro di essi una fila di sergenti a
cavallo disposti su due file seguiti ancor più dietro dagli
scudieri. Il Commendatario si riconosceva rispetto ai Cavalieri
normali perché aveva sulla lancia un pennoncino di colore
bianco-nero che serviva per guidare i Cavalieri a lui affidati
anche verso obiettivi diversi da quelli del resto della
formazione.
Il pennoncino era dello stesso colore dello stendardo dei
Templari, il Baussant, oppure Baucent, o ancora Vaucent, da alcuni
tradotti come “Valgo per Cento”, un avvertimento ben chiaro per i
nemici! Comunque era una parola che inneggiava alla bellezza della
vittoria. Il Baussant era per metà nero e per metà bianco e questi
due colori stavano a significare la loro duplice vocazione (come
ricordavo anche all’inizio): far vivere la fede e dar morte
all’errore (quest’ultimo invece era lo scopo principale dei
Cavalieri Teutonici). Secondo un’altra interpretazione è il
confronto tra il Bene ed il male… comunque il dualismo Templare si
nota in moltissimi particolari del Tempio, a partire dai loro
sigilli (un cavallo con sopra due Cavalieri). Il Vaucent che era
importantissimo per i Templari, chi lo portava veniva severamente
punito in caso di insubordinazione, viltà o negligenza.
Scendevano in campo ripetendo il loro motto “Non nobis domine, non
nobis, sed nomine tuo da gloriam” dopo la recita del Salmo “Ecce
quam bonum”.
La Croce rossa patente sulla spalla sinistra dell’ampio mantello
bianco ricordava il sacrificio di Cristo e la sorte che li
attendeva nella difesa dei luoghi Santi; ma nello stesso tempo
traduceva in simbolo solare, trionfale, il segno del martirio. Era
in poche parole presagio di sangue e promessa di gloria, quale
appare anche in Dante (Paradiso, XIV-103 e seguenti). Per i
Templari, infatti, le battaglie riservavano due sole prospettive:
la vittoria o la morte. Usavano far strage di nemici, non perché
provavano piacere nell’uccidere, ma per compensare con il terrore
l’irrimediabile inferiorità numerica… sapevano che solo la
vittoria o la morte sul campo li potevano sottrarre alle atroci
torture a cui venivano sottoposti quando cadevano nelle mani dei
musulmani; da qui una delle principali ragioni dello straordinario
eroismo di cui dettero ripetute prove. |
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MISTERI
TEMPLARI |
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Questo è
veramente un bell’argomento, tanto bello quanto difficile da
trattare. Nel corso degli anni infatti si sono venute a creare
moltissime leggende intorno ai Templari e quindi dire qual’ è la
“linea di confine” (per citare un famoso programma televisivo) tra
verità e leggenda risulta un compito difficilissimo. Io proverò a
farlo, ma le conclusioni dovranno essere a vostra discrezione.
Cominciamo
dall’inizio: dall’origine del fantastico tesoro dei Templari.
Certo, era formato anche da oro, monete, oggetti d’arte e quant’altro,
ma c’era anche qualcos’altro, qualcosa di mistico e di antico.
Bisogna partire
dall’anno 70 D.C. quando
sotto il regno dell'imperatore Tito, i romani assaltarono il
Tempio di Salomone e lo saccheggiarono, uccidendo tutti quelli che
trovarono al loro interno, e portando via, il tesoro là custodito.
Ma alcuni sacerdoti, prima dell'assalto delle truppe romane, erano
stati avvertiti del pericolo imminente, ed allora pensarono di
nascondere quello che per il popolo ebraico vi era di più sacro
nei sotterranei del Tempio, inaccessibili in quanto pieni di
labirinti e di trappole. Lo stesso costruttore del Tempio era uno
degli ingegneri più importanti dell’epoca e costruì sotto il
Tempio la famosa stanza “Sancta Sanctorum” dove Salomone nascose
il suo tesoro. Si dice che i romani non trovarono questa stanza e
i sacerdoti fecero una specie di inventario su quello che c’era
custodito. Il tesoro era composto da reliquie sacre di non poco
conto, come l’Arca dell’Alleanza, la Vera Croce, la Sindone, il
Graal, la
Menorah (il candeliere a
sette braccia completamente d’oro) suppellettili, vasi d'oro e di
bronzo, pezzi di colonne, ma soprattutto tanti, tantissimi
documenti, in papiro o in fogli di rame, antichissimi sui quali vi
erano scritti dei segreti che era possibile rivelare solo a pochi
eletti con informazioni di capitale importanza per capire
profondamente delle dottrine cristiane ed ebraiche.
Alcuni di
questi sacerdoti riuscirono però a sfuggire alla strage perpetrata
dalle truppe romane, proprio nascondendosi in questi sotterranei e
poi, non potendo più rimanere in Palestina, partirono raggiungendo
l'Europa, sparpagliandosi per il continente. Essi formarono nuclei
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