Il Laboratorio d'Architettura - via A. Volta n°39 73042 Casarano tel. +39 347 8426505 email: p.denuzzo@gmail.com


 

Biografie di altri cartapestai salentini non compresi nell'elenco

 

(Le notizie biografiche, in corso di immissione, sono tratte da: Caterina Ragusa “Guida alla Cartapesta Leccese” Congedo Editore 1997, al quale testo rinviamo per maggiori approfondimenti.)

Secolo XVIII

INGROSSO Francesco (29 luglio 1707-9 settembre 1769)

SCALONE Ignazio (21 luglio 1716-24 giugno 1776)

 

Nel Catasto Onciario o Numero dei fuochi della città di Lecce, pubblicato nel 1755, sono riportati i nomi di «Francesco Ingrosso, scultore di tela, abitante nell’isola del Vetere», e di «Ignazio Scalone, pittore e statuario di anni 35 Ciò attesta, quindi, la presenza di statuari operanti a Lecce già nella prima metà del XVIII secolo.

SURGENTE Pietro (1742-1827)

 

Figlio di Gaetano e di Maddalena Bardi, nacque a Lecce il 10 Maggio 1742. Fu soprannominato «Mesciu Pietru de li Cristi» per la frequenza del tema trattato nella sua produzione artistica. La sua bottega era posta al n. 16 dell’attuale via Vittorio Emanuele, un tempo via delle Anime del Purgatorio.

Al momento l’unica statua firmata e datata si trova nella chiesa matrice di Lizzanello e fu eseguita nel 1782. La qualità assai elevata dell’opera fa ritenere che, probabilmente, la pratica della statuaria in cartapesta dovesse essere già stata da tempo esercitata a Lecce. Inoltre è stata attribuita al Surgente una formella circolare di terracotta policroma raffigurante S. Oronzo. L’opera, conservata al Museo «S. Castromediano» di Lecce, reca sul retro l’iscrizione Fattura di Mastro Surgente.

Ciò comprova il rapporto diretto tra cartapesta e terracotta e come questi due materiali fossero ritenuti dai cartapestai in stretto rapporto, così come accade ancora oggi. Sempre in terracotta il Surgente eseguì anche una statuina caricaturale, (esposta alla «Mostra della Caricatura», Lecce 14 giugno 1908) di cui oggi non si conosce l’ubicazione, raffigurante Vito Sperti, vecchio tipo di medico amico degli studenti, ai quali rilasciava facilmente certificati di malattia.

Recentemente l’artigiano A. Malecore ha rinvenuto durante il restauro d’una statua della Madonna delle Grazie della Parrocchiale di Acquarica di Lecce, due lettere, una delle quali è datata 1799, indirizzata a «Mastro Pietro Surgente nella Bottega attaccata all’anime del Purgatorio» da un tal G. Mazzeo di Ugento. Con la missiva si richiedeva al Surgente il compimento di una statua dell’Addolorata e si commissionava un Crocefisso di piccole dimensioni unitamente ad un altro precedentemente ordinato, di fattezze maggiori, da un certo Giovanni Colletta. Da ciò si evince che la statua della Madonna delle Grazie di Acquarica è sicuramente opera del Surgente.

Il Surgente moriva a Lecce il 18 febbraio 1827 ed ha avuto molti discepoli tra i quali Mastr’Angelo; Raffaele De Augustinis detto «Lu Chitarraru», considerato anch’egli uno tra i primi cartapestai leccesi; Pasquale Letizia, che per molti anni lavorò col Maccagnani; infine Luigi Guerra, detto «Lu Turdu muzzu».

Secoli XIX e XX

BARBIERI CARTAPESTAI
 

Tra la prima e la seconda metà del XIX secolo si assiste alla introduzione di numerosi barbieri nel mondo dei cartapestai. I «figari» trasformarono così nelle ore di inattività, le loro botteghe in autentici laboratori di terracotta prima e di cartapesta poi. E’ evidente che non possono essere considerati, per il livello artistico della loro produzione, allo stesso piano degli altri cartapestai, anche perché, dedicandosi alla modellatura solo nei momenti di ozio, non riuscirono a realizzare dei lavori caratterizzati da una certa vivacità.

Le botteghe dei barbieri diventarono soprattutto dei veri laboratori di pupi da presepe. Alcuni di tali lavori rivestiti di belle casacche furono realizzati da Francesco Cosma, Luigi Guerra, D’Augustinis. Altri di questi lavori, rivestì di seta e simili a quelli prodotti a Roma e Napoli, erano realizzati da «Chiccu Pierdifumo» (Francesco Calabrese).

A Lecce, durante la fiera detta dei «Panieri di S.Lucia», che si teneva lungo la via G. Marconi, e la fiera di «Santa Rini», (cioè di S. Irene) ed inoltre nelle vicinanze delle Quattro Spezierie, delle chiese dei Gesuiti, e di S. Pasquale, e nelle sale di Palazzo Palmieri, lungo via Templari e Via Dell’Acaia, si esponevano oltre i numerosi “Pupi da presepe”, molte terrecotte caricaturali delle personalità più in vista nella politica, nell’amministrazione e nella cultura.

Tra gli artigiani più bravi, specializzati in questa produzione, iniziata nel 1848, si ricordano Gaetano Podo, Basilio Bandello, Francesco Cosma, Francesco Giancane, Luciano Femminedda, Mastro Patera, Don Alfonso, Pippi Rossi, che modellò anche la terracotta.

BANDELLO Basilio (notizie fine XIX-inizi XX secolo)

 

Nacque a Lecce, alla fine del secolo XIX e fu allievo di Francesco Calabrese. Si specializzò nella stessa produzione del Podo di cui fu condiscepolo e rivale. Aprì bottega nei locali a pianoterra di Palazzo Miglietta. All’inizio la sua produzione era caratterizzata da «pupi» che vendeva in gran quantità. In seguito, su incitamento di Pasqualino Greco che aveva la spezieria di fronte al suo laboratorio, fece la caricatura di Don Ortensio e di Don Limone, avversari del farmacista. Quando, però, durante la «Fiera del paniere» in occasione del la festa di S. Lucia schierò i suoi piccoli lavori su una bancarella, il coro della risate fu immenso ammirando ognuno «la posa bracata di Don Ortensio» ed «il gruppo svenevolo» di Don Limone, illustre cittadino di Soleto, “Ganimede”, assiduo di tutte le fanciulle leccesi specie della bellissima duchessina di S. Cesario. Costui, vedendosi beffeggiato si infuriò e con una canna d’India frantumò le statuette. Il Greco consigliò don Limone Blanco, soprannominato Don Limone, di querelare Basilio Bandello. Il giorno dell’udienza Antonio Longo, giovane apprendista del barbiere, portò in una cesta i frammenti dei pupi che formavano il corpo del reato; avendo però tutti deposto in favore del barbiere cartapestaio, costui fu assolto e don Limone fu accompagnato alle quattro Spezierie con fischi. Morì a Lecce.

BORTONE Antonio (1844-1938)

Nacque a Ruffano il 13 giugno 1844, notissimo scultore leccese, si perfezionò nella plastica presso Antonio Maccagnani. Si ricorda per la produzione di «pupazzetti» che vendeva a dodici canini l’uno e che gli assicurarono la protezione di Alessandro De Donno e di G. Bruno. Morì a Lecce il 2 aprile 1938.

BRUNO Salvatore (1883-1988)

 

È nato a Lecce 18 dicembre 1883. Fu allievo prima del De Lucrezi e poi di Antonio Maccagnani. Aprì bottega col fratello Carmelo in Viale Stazione a Lecce ed infine, separatosi da questi, si trasferì a Bari dove operava in via Putignani 238.

Bruno apri bottega a Bari nel 1933 su insistenza di Padre Renzulli, Parroco della chiesa di San Rocco, per il quale aveva eseguito due lavori in altorilievo raffiguranti uno Sant’Anna e l’altro Sant’Antonio. Per la medesima chiesa modellò, in seguito due altri altorilievi raffiguranti uno San Pietro e l’altro il Cuore di Gesù. Nel 1949 è stato premiato alla Fiera del Levante per alcune raffigurazioni plastiche. Ultimamente ha eseguito il lavoro di restauro delle parti in cartapesta del soffitto del Teatro Curci di Barletta e nel 1960 il cassettonato della chiesa di S. Chiara in Lecce. Tra i suoi allievi si ricordano: P. Indino, Angelo e Giuseppe Colella, Giuseppe Faraone, Rollo De Santis. E morto a Bari nel 1988.

CALABRESE Francesco (1802-1877)

 

Figlio di Pasquale e di Francesca Cillo, nacque a Lecce il 23 luglio 1802. Fu maestro di Achille De Lucrezi.

Soprannominato «Chiccu Pierdifumo» apprese i primi elementi di disegno da Tommaso Maiola nel Collegio Palmieri e perfezionò i suoi studi a Roma presso Francesco Cipolla. Tenne bottega in Via del Bambino.

Successivamente si trasferì al piano terra di Palazzo Cosma in Piazza Vittorio Emanuele ed in ultimo lavorò a Bari. Era specializzato nella modellatura dei pupi da presepe, coadiuvato dalla moglie Assunta Rizzo addetta alla «vestizione». Morì a Lecce l’11 settembre 1877. Tra i suoi discepoli si ricordano Salvatore Franco, Basilio Bandello, maestro Lazzaro e Francesco Cosma.

CAPOCCIA Angelo (1909 - vivente)

 

Allievo del padre Gabriele e poi di O. Manzo iniziò ad operare a Lecce prima in via dei Conti di Lecce, poi in via S. Trinchese, nel 1954 in via del Mare, nel 1970 in via Zanardelli e dal 1988 in via F. Turati (n. 18). Nel 1932 iniziò a dedicarsi alla modellazione di bambole e giocattoli in cartapesta, ricoperti di pelouche, che venivano richiesti, in grande quantità, dal Brasile, da Malta, da New York. Nel 1937 conseguì il 2° premio al Concorso Nazionale di Firenze per la sua produzione di “giocattoli novità” e per questo riconoscimento fu scelto a rappresentare l’Italia alla Mostra di giocattoli svoltasi nel medesimo anno a Berlino.

Ha ricevuto i seguenti premi: 28  riconoscimenti a Roma, Firenze, Parigi, Berlino, 3 medaglie d’oro, 45 d’argento, una coppa d’argento alla 39° Fiera del Levante della regione Puglia ed un’altra alla 40° Unione Regionale indetta dalla Camera di Commercio di Puglia. Nel 1937 gli è stato assegnato un primo premio alla Mostra Mercato Nazionale dell’Artigianato per un presepio, poi donato al Principe di Piemonte.

Per la partecipazione a varie mostre ha conseguito ca. 270 diplomi. Nel 1958 gli è stato assegnato un 2° premio per una Madonna della Consolazione, al Palazzo Braschi a Roma e nel ‘65, sempre nella stessa manifestazione, un altro 2° premio per un Pastore. Nel 1977 ha ricevuto il premio “Formica d’oro” in occasione dell’Artigianarte svoltasi a Lecce nell’agosto.

L’artigiano non eseguì solo lavori in cartapesta, ma anche in bronzo, ceramica, marmo. Da vari anni insegna a modellare la cartapesta all’Istituto d’Arte.

Ad Angelo Capoccia spetta il merito di essersi servito del solfato di rame nella preparazione delle colle, eliminando così il pericolo del tarlo. E specializzato nella esecuzione e nel restauro di statue sacre di notevoli dimensioni; molti è stato il primo a lasciare numerosi lavori per lo più quelli di piccole dimensioni, privi i colore e caratterizzati unicamente da abili tocchi di fuocheggiatura. Tra i suoi allievi si ricordano Cosimino Balestrazzo, Carmelo Carlucci, Antonio e Salvatore Ciminiello, Francesco Smiraglia.

CAPOCCIA Gabriele (1870-1932)

 

Nacque a Lecce nel 1870. Esercitò dapprima la professione di sassofonista al Teatro Paisiello dedicandosi però, nel tempo libero, alla modellazione della cartapesta. All’età di 24 anni dovendo scegliere una tra le due professioni, per volere di Giuseppe Manzo, decise di dedicarsi unicamente alla statuaria e divenne allievo prima di G. Manzo e, poi, di L. Guacci col quale operò per 16 anni fino al 1918, anno in cui iniziò a lavorare da solo prima in casa in via della Cavallerizza e poi, col figlio Angelo, in Viale Stazione. Morì a Lecce il 18 febbraio 1932.

CAPRIOLI Vincenzo e Giulio (notizie seconda metà XIX secolo)
 

Nacquero a Lecce nella seconda metà del XIX secolo. Furono allievi di Achille De Lucrezi ed impiantarono la ditta nel 1884. Eseguirono numerosi crocifissi per la Maison AA. Conin V. Michelin Succ. Eug. Markért e per la Maison du Crist Italien, Rue du Bac di Parigi e per Luigi Mello di Milano. Furono premiati con medaglia di bronzo all’esposizione di Torino nel 1898.

CIANFANO Maurizio (1964-vivente)
 

Maurizio Cianfano è nato a Taranto il 13 maggio 1964.

Ha frequentato il Liceo Artistico di Lecce e dopo aver lavorato presso qualche bottega locale ha intrapreso individuali esperienze artistiche confluite concretamente nell’apertura di un affermato laboratorio a Lecce in via Carlo Russi, 10. I suoi lavori, da 16 cm in su, eseguiti per lo più su ordinazione, rappresentano i tipici personaggi popolari salentini caratterizzati da una materia cromatica applicata a tocchi corposi su prevalenti toni di verde, terra d’ocra e rosa carminio.

COLELLA Giovanni (1885-1964)
 

Nacque a Lecce nel 1885 e fu allievo di Giuseppe Manzo, di De Pascalis, del Caretta ed infine di G. Malecore. Aprì bottega prima in via Bombarde n. 54 e poi all’istituto Gariba ed in ultimo in via Casetti. Più tardi riuscì aprire, con una sovvenzione della Cassa Mezzogiorno, coi figli Angelo e Giuseppe, un laboratorio di più vaste proporzioni in via Toma 45. Inizialmente si dedicò alla modellazione di statue sacre, ma, in seguito, iniziò a produrre bambole e giocattoli col corpo in cartapesta ricevendo un diploma ed una medaglia d’oro alla Mostra nazionale della Bambola svoltasi a Lecce nel gennaio del 1932.

Ricevette anche una medaglia d’oro alla manifestazione organizzata dal 20 febbraio al 5 aprile dall’Ente Internazionale di Brindi Una medaglia d’oro e un diploma d’onore de1 l’I.N.A.S.A a Roma, per avere organizzato un bottega scuola per l’insegnamento della modellazione della cartapesta.

Negli anni 1957-59 ha tenuto con i figli e COI! la collaborazione dell’ENAIP dei corsi, seni pre col medesimo scopo di quelli precedenti per incrementare, così, il numero dei cartapestai. Morì a Lecce nel 1964. Tra i suoi allievi oltre i due figli, si ricordano Armando Morrone, Pietro Indino, Gaetano Guacci.

COLELLA Giuseppe (1912-1992) e Angelo (1910-vivente)
 

Figli dello statuario Giovanni; Giuseppe, nato a Lecce il 17.7.1912, e Angelo, nato il 24.4.1910, lavorano nel laboratorio, organizzato su base industriale, sito in Via G. Toma 45; presero i primi elementi di modellatura dal padre col quale lavorarono insieme fino alla sua morte avvenuta nel 1965. Sotto la direzione dei due fratelli lavorano numerose allieve a lette alla realizzazione in serie dei lavori la cui forma è già stata preparata dai due artigiani. Le statuine raffigurano, per lo più, personaggi legati alle festività natalizie (angioletti, babbo natale ecc.). Per la produzione di un numero maggiore di lavori ci si serve di un nuovo impasto, creato dai due artigiani, che viene versato nelle forme in gesso, evitando così il lungo ed impegnativo lavoro di modellatura dello scheletro in cartapesta. Tali lavori vengono spediti in gran quantità alle seguenti ditte americane: BECK GIFTWARE CORP. NEW YORK 225 FIFTH AVENUE; ASSOCIATED DRY GOODS CORP NEW YORK, GRAFTSMENS GALLERY 89-34 217 STREET, QUEENS VILLAGE, NEW YORK. I due fratelli hanno conseguito i seguenti premi: Diploma d’onore e medaglia d’oro assegnata dall’I.N.A.S.A. per aver partecipato alla XX Mostra Mercato Internazionale dell’Artigianato di Firenze del 15.6.1958; Diploma di partecipazione alla 31° Mostra Internazionale dell’Artigianato di Firenze, del 24 aprile - 17 maggio 1961; 1° premio alla Mostra del Presepe che si svolge annualmente a Lecce dal 13 al 24 dicembre, per “presepe e pastori”; Medaglia d’oro della Camera di Commercio, IX Concorso per la “Fedeltà al Lavoro” del 13 maggio 1968; 1° premio per il settore “artigianato artistico” all’Artigianarte dell’agosto 1979.

 
   
 
   
 
 
   
 

 

Pino De Nuzzo

LA CASA A CORTE BIZANTINA

(Il sistema abitativo-tipologico nel centro antico di Casarano)

ed.CRSEC Le 46-Reg.Puglia

 foto della serata

bibliografia

 

guestbook

 

 Home page

 generale

 

 

Nedstat Basic - Free web site statistics

Ultimo aggiornamento:

 24 novembre 2006